BRETAGNA pt. 2

VACANZA DI FINE ESTATE IN BRETAGNA

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.”
Jack Kerouac

IN SINTESI:

Un viaggio piuttosto lungo, anche se con tappe più brevi della volta precedente.

 

 

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L’OPINIONE DI LUI:

Alla fine ci siamo di nuovo, l’estate è agli sgoccioli e il tempo incerto, ma a noi manca un pezzo di Bretagna che non avevamo avuto il tempo di visitare il ponte del 2 giugno.

La decisione è presto presa: partire nuovamente per percorrere la costa da ovest verso est, al contrario del viaggio precedente.

Questa volta decidiamo di spezzare il viaggio di andata e ritorno in due mini (800Km… si fa per dire) viaggi: Torino – Tours e Tours – Quimper all’andata; Saint Michel – Orleans e Orleans – Torino al ritorno.

Ovviamente la partenza è sotto una perturbazione in arrivo proprio da oltre le alpi, vento freddo, pioggia scrosciante e nuvole nere a perdita d’occhio; teniamo duro e ci copriamo per bene, ma devo dire che arrivati a Lione siamo già stremati… con un po’ di tristezza ci rifugiamo in un autogrill a discutere se tornare indietro o proseguire.

Mentre mangiamo qualcosa di caldo stiamo letteralmente tremando, ma in lontananza scorgiamo uno squarcio tra le nubi e si intravede qualcosa che potrebbe essere un cielo sereno: decidiamo di ripartire e di non mollare. Una scelta che saremo felici di aver fatto già solo il giorno dopo.

Non certo quello stesso giorno però… infatti proseguiamo sotto alternanza di pioggia e schiarite, fradici e infreddoliti, ritardiamo sulla tabella di marcia e alle 6 di sera ci accorgiamo di avere ancora 200Km da fare!

In più nell’ultimo tratto, avendo dato giu’ di gas per recuperare il tempo perduto, la spia della riserva si accende dopo soli 200Km (normalmente arrivo quasi a 300!!!) e il trip computer ci dice di avere 30Km di autonomia, ma la prima stazione di servizio e a 40Km!!! Quella zona è costellata di cartelli che avvisano che le aree di sosta si diradano, e tra una e l’altra possono passare anche 90Km!

Scoraggiati viaggiamo in corsia di emergenza, pianissimo, cerco di tirare la frizione in discesa e di non salire mai di giri, decido che alla peggio andrò a cercare una palina dell’SOS.

Arrivati a 11Km dall’area di sosta il computer sentenzia che l’autonomia è ufficialmente finita e noi siamo ufficialmente fregati…. e invece la sorpresa: la nostra piccola continua a viaggiare allegramente chilometro dopo chilometro! Alla fine ci porta in scioltezza fino all’area di sosta, dove facciamo benzina come se nulla fosse, alle nostre spalle arriva un furgone spinto a braccia da quattro ragazzi: loro sono rimasti a piedi!

Alla fine alle 8 passate arriviamo in albergo, distrutti, bagnati, stanchi e affamati, infreddoliti anche nelle ossa. Però contenti di aver tenuto duro: siamo gente vera noi! 🙂

Il giorno dopo c’è addirittura il sole, il proprietario dell’albergo ci accompagna a prendere la moto dal garage, è un motociclista anche lui e con un po’ di francese, un po’ di inglese e un po’ di gesti mi racconta della sua CBR  e mi chiede della nostra R1200R: la vacanza può cominciare!

Ci spostiamo a vedere gli allineamenti di roccia di Carnac, poi dirigiamo su Quimper che subito subito sembra un po’ squallido, ma poi rivela un piccolo centro veramente carino e pieno di localini.

Da Quimper partiamo per vedere Concarneau e il centro murato in stile Saint Malo, ovviamente è molto caratteristico e vale la visita, l’atmosfera è quella degli antichi pirati anche se il posto è veramente molto turistico. Troviamo comunque un fantastico locale nel quale bere qualcosa per scaldarci.

niente di meglio di un caffè corretto Calvados per scaldarsi

Successivamente facciamo una gita a Pointe de Penmarch, suggestivo ma non troppo, una scogliera bassa e un curioso faro innestato nei resti di una chiesa antica. Da lì ci spostiamo a Pointe du Van, decisamente più spettacolare per i campi multicolore e le scogliere a strapiombo sul mare.

il panorama dalle scogliere è sempre eccezionale

Il giorno dopo ci spostiamo verso Perros Guirec e le scogliere di granito rosa, con breve tappa a Point du St.Mathieu… non l’avessimo mai fatto! Brest è un labirinto e perdiamo parecchio e tempo, e in più… pioveeeeeee!!! arrghhh!

Arrivati a Perros Guirec sotto la pioggia ci consoliamo con l’albergo che ha la stanza vista mare! Nel pomeriggio il tempo migliora e possiamo vedere le fantastiche spiaggie con in più un meraviglioso tramonto.

il sole compare a sorpresa dopo la pioggia e ci regala anche un meraviglioso tramonto

Il giorno dopo abbiamo tempo per vedere un’ultima spiaggia e poi partiamo alla volta dell’intramontabile Mont St.Michel. Meta obbligatoria, trappolone per turisti… ma non si può proprio non vederla!

Sempre da togliere il fiato

Finito con il sacro monte ci dirigiamo a Cancale per vedere uno dei posti più famosi per la coltivazione delle ostriche e per dedicarci ad una cena a base di frutti di mare. A me personalmente le ostriche non piacciono, però un piatto in due salta fuori, obbligatorio come la visita a Mont St.Michel.

per tutti c'è una prima volta...

Ultima tappa Orleans, spezziamo il viaggio di ritorno in due. Una grossa cittadina con un bel centro storico anche se molto piccolo. Pieno di locali dove si può bere e mangiare all’aperto. Ci rifocilliamo in vista del viaggio da 600Km del giorno dopo e del ritorno a casa e al lavoro. Anche questa esperienza è finita.

 


L’OPINIONE DI LEI:

Suona la sveglia ed, ovviamente, piove!

Ma ormai ci siamo abituati, tutti i nostri viaggi sono iniziati così Smile
Temporeggiamo facendo colazione e riusciamo a partire all’asciutto. L’aria è fresca, salendo verso il Frejus diventa fredda e mi compiaccio con me stessa per aver messo l’imbottitura alla giacca di pelle (oltre al pile).

Fino al Frejus tutto bene, non ci aspettavamo certo il sole. Il vero problema inizia dopo…appena usciti dalla galleria ci colpiscono delle giganti goccie d’acqua. Inizia il diluvio, più o meno senza interruzioni fino a Lione.
Ci fermiamo sotto ad un ponte e ci vestiamo con la tuta anti-pioggia. Il viaggio diventa decisamente più freddo e la giacca con l’imbottitura più il pile non è affatto sufficiente, stanchissimi ed anche un po’ abbattuti ci fermiamo in un autogrill poco prima di Lione le ginocchia fanno male da quanto sono fredde idem le anche, i guanti iniziano a far filtrare acqua e le dita sono gelide, anche se devo dire che io, seduta dietro, alla fine me la passo un poco meglio. Cool Pranziamo e valutiamo seriamente di tornare a casa e prender la macchina…ebbene si, è successo davvero, ma assicuro che sono state ore davvero dure.

In ogni caso durante il pranzo, nel mezzo delle nostre elucubrazioni negative, spiove e vediamo un accenno di sereno all’orizzonte. Il che ci fa ben sperare per cui ripartiamo! Il resto del viaggio presegue tranquillo a parte lo scoprire che dobbiamo fare molti più km di quanto ci aspettavamo (la memoria ci ha traditi) e qualche piccolo problema con la benzina, salendo verso nord i benzinai diventano sempre più rari e se ne perdi uno potresti essere fregato, in ogni caso per fortuna non ci tocca spingere, ne chiamare un carro attrezzi e come sempre ce la caviamo egregiamente.

Alla fine arriviamo a Tours, davvero stremati, verso le 9. Usciamo giusto per mangiare qualcosa e, neanche a dirlo, piove per cui il primo locale è nostro e i due passi per la città che ci eravamo proposti saltano. Ceniamo in una brasserie che, ahimè, fa praticamente solo pesce. Torniamo in albergo e letteralmente sveniamo nel letto.

Il giorno due non piove, l’aria è fredda, ma si viaggia bene. La tappa è abbastanza lunga, 400 km. Destinazione Quimper con tappa a Carnac per vedere gli allineamenti (davvero impressionanti). Quimper è una bella cittadina, con un centro molto carino ed una periferia accettabile. il nostro albergo e di fronte alla stazione che, come tutte le stazioni, non è mai un bel posto, ma il centro è a 10 minuti a piedi e si vede in una serata.

Quimper è in una posizione che ci permette di usarla come punto di partenza per un paio di giri per cui ci fermiamo due notti. Il primo giorno partiamo diretti a Concarneau cittadina portuale con parte fortificata, molto bella e caratteristica. Poi ci spostiamo verso Pointe de Penmarch che devo ammettere ci delude un poco…ci aspettavamo una falesia ed invece siamo al livello del mare, belli comunque i due fari ed il tempo nebbioso rende l’atmosfera migliore. Per toglierci la voglia di falesie ci spostiamo verso Pointe du Van vicina alla più famosa Pointe du Raz. Finalmente la punta che ti aspetti: falesie, mare che si infrange sugli scogli e vento, bella, meno spettacolare, ma comunque è uno di quei paesaggi che ti rivela l’impeto del mare e la calma delle rocce…rilassante ed appagante. Smile Soddisfatti torniamo in albergo e poi in centro a cenare.

Il giorno successivo abbandoniamo Quimper per dirigerci verso le scogliere di granito rosa. Il tempo in partenza sembra clemente, ma dopo pochi km la nebbia si infittisce ed inizia una pioggerellina fine-fine che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Ovviamente ci fermiamo per metterci la roba impermeabile, ma, abituati alla variabilità del tempo e ingannati dalla pioggia fine, mettiamo solo i pantaloni. Durante il viaggio verso Perros-Guirec abbiamo in programma una tappa alla Pointe de Saint Mathieu. La strada passa per Brest. Il viaggio diventa difficile, Brest è piena di lavori per cui cercando di districarci tra le mille deviazioni finiamo dentro la periferia e ci perdiamo, alla fine ci rassegniamo ed accendiamo il TomTom che come sempre ci salva e ci porta fuori dalla città.
La pioggerellina continua ed in un’ora le scarpe lasciano trafilare acqua. Quando ci fermiamo alla punta abbiamo entrambi i piedi bagnati, c’è molto vento e fa decisamente freddo. La visita alla punta è molto veloce a causa del tempo ed è un peccato perchè è molto bella. Ripartiamo quasi subito per Perros-Guirec.

Nonostante la mia posizione favorevole prendo un sacco di acqua e di freddo, i piedi sono ormai zuppi ed inizio a temere che la mia giacca di pelle non resisterà fino a destinazione, il che sarebbe un bel problema non avendo altra roba pesante da mettermi. Viaggio il più possibile in carena dietro al mio pilota Cool e cerco di ranicchiarmi per evitare il vento gelido. Alla fine arriviamo a destinazione, troviamo l’albergo che tra l’altro è molto bello, la stanza da direttamente sulla baia e vedere il mare è sempre bellissimo. A quel punto con le scarpe zuppe andiamo a cercarci qualcosa per pranzo anche se sono ormai le 4. Durante il pranzo la prima notizia bella della giornata, il cielo si apre, sale la nebbia e compare il sereno! Rinvigoriti da due crepes (di cui una al burro salato) decidiamo di andare a Plumanach che a detta di tutti è la baia più bella ed in effetti è così.

Scogliere di granito rosa

Arriviamo è lo spettacolo è davvero unico…i massi di granito sono enormi e la loro forma tondeggianti li fa sembrare leggeri come cuscini. I colori sotto il sole (che alla fine è spuntato tra le nuvole) sono davvero unici, vorresti rimanere lì per sempre, ti sembra proprio una cattiveria dover andar via. In ogni caso ci tocca tornare in albergo dove ceniamo e ci godiamo il tramonto dalle sale vista mare del ristorante. Andiamo a dormire ed addormentarsi ascoltando lo sciabordio delle onde non ha prezzo. Wink

La mattina si riparte dopo un giretto per la spiaggia inondata dal sole…ebbene si, abbiamo la prima giornata di sole pieno! L’aria ovviamente è sempre fredda. Siamo diretti a Mont Sain Michel, ma verso le 12 ci rendiamo conto di essere dalle parti di Saint Malo, per cui facciamo una piccola deviazione e pranziamo lì. Nel pomeriggio visitiamo Mont Saint Michel comprensiva dell’abazia, tutto molto bello, anche se la quantità di gente è sempre spropositata. Per cena ci spostiamo a Cancale per vedere gli allevamenti di ostriche. A quel punto vuoi non assaggiarne una? e così dividiamo un piatto da 12. Non le avevo mai mangiate ed ora posso dire che…non me ne vogliano gli estimatori, ma non mi dicono proprio nulla. Torniamo in albergo, il viaggio al buio è sicuramente più freddo, ma sopportabile.

Il giorno seguente purtroppo inizia il viaggio di ritorno. Prima di spostarci verso l’interno decidiamo di passare ancora a Tregastel per dare un’ultima occhiata al granito rosa. Poi iniziamo a spostarci verso Orleans, facciamo un primo tratto in autostrada e poi ci spostiamo su una statale molto frequentata, anche da motociclisti. Arriviamo ad Orleans nel primo pomeriggio prendiamo la stanza e decidiamo di fare un giro in città. L’albergo è a 15 minuti a piedi dal centro. La parte centrale è molto bella, ma anche molto piccola e circondata da grandi palazzoni. In ogni caso è molto piacevole e ci fermiamo per cena.

Il giorno successivo partiamo verso casa, il tempo è bello tanto che ad un certo punto ci sembra anche quasi di aver caldo. Anche la salita verso il Frejus è semplice e poco fredda. E’ solo una volta usciti dal tunnel, in Italia, che piombiamo nell’autunno, c’è la nebbia e fa decisamente freddo, ma a quel punto ci manca davvero poco per cui ce la caviamo. Il viaggio è così facile che per le 17 siamo a casa.

Gran bel giro, posti senza dubbio da vedere e poi il fatto di essere in moto aggiunge sempre un po’ di avventura e di piacere in più al tutto. Torneremo, si, sicuramente torneremo. Cool

 

 

 

 

 

 

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