Spagna del nord: parte 1

da Toulouse ad Ourense

Come avevamo segnalato nell’articolo precedente siamo partiti il 14 luglio verso la Spagna settentrionale alla scoperta delle regioni autonomiste, del cammino di Santiago, della cucina locale e dei paesaggi delle sierre e delle mesete dell’interno.

Sfrecciamo attraverso la meseta arida

Sfrecciamo attraverso la meseta arida

In sintesi le tappe dove abbiamo pernottato:

14 luglio: Toulouse Mercure Toulouse Wilson
15-16 luglio: Bilbao Silken Indautxu
17 luglio: Aviles Silken Villa de Avilés
18-19 luglio: A Coruña Melia Maria Pita
20 luglio: Ourense NH Ourense
21 luglio: Leon NH Plaza Mayor
22 luglio: Burgos Mesón del Cid
23 luglio: Pamplona Puerta del Camino
24 luglio: Pau Quality Hotel Pau Centre Bosquet
25 luglio : Aigues Mortes Les Arcades

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1° giorno: Partiamo alle 7 del mattino da casa verso Toulouse. Non conosciamo bene la città e a dirla tutta l’abbiamo scelta perchè era la città più comoda per la strada scelta per arrivare in Spagna. Puntiamo verso la torino-bardonecchia per andare a prendere il Frejus. Il primo trasferimento è il più duro ed è di circa 800 km quindi cerchiamo di renderlo il più veloce possibile. Come sempre fa freddo e quando ci fermiamo all’autogrill ci mettiamo il pile che ci accompagnerà fino a Grenoble.

Il pilota beve un caffè caldo sulla Torino Bardonecchia

freddo pungente sulla torino bardonecchia

Arriviamo a Toulouse un pò stanchi e annoiati dai lunghi trasferimenti autostradali che ci hanno portato a Grenoble, poi verso Marsiglia e Montpellier sulla costa per poi risalire puntando la costa atlantica. Toulouse è un pò incasinata a causa dei preparativi per la festa della presa della Bastiglia che cade proprio il 14 luglio. Tanto che in albergo ci consigliano vivamente di non lasciare la moto nei parcheggi all’aperto perchè: “everybody will be drunk”. La città è gradevole anche se ad una bella piazza principale piena di locali si contrappongono i vicoli del centro storico piuttosto maleodoranti e mal tenuti.

La piazza principale di Toulouse, bella e piena di locali

La piazza principale di Toulouse, bella e piena di locali

La città inoltre è invasa da un elevato numero di personaggi a metà tra lo squatter e il barbone con alcoolici e cani di grossa taglia al seguito. Come si dice: non si ha mai una seconda occasione di fare una buona prima impressione… depenniamo mentalmente Toulouse dalle città in cui ci farebbe piacere tornare.
La serata scorre tranquilla: cena in un dehor sulla bella piazza centrale e poi ci accodiamo er ascoltare il concerto di un artista francese a noi sconosciuto che la mia dolce metà identifica subito come il “Guccini francese”.

2° e 3° giorno: lasciamo Toulouse e riprendiamo la nostra galoppata verso il confine costiero della Spagna dove si trova la prima tappa: Donostia San Sebastian. La città è una nota località belneare piena di turisti inglesi, ben tenuta e vitale. Con grandi spiagge di sabbia e l’immancabie centro storico. Ricorda certe località della costa azzurra.

la spiaggia di Donostia

la spiaggia di Donostia

Questa zona è decisamente turistica e ricca per via del turismo dall’estero come tutta la costa basca. Poi più ci si sposta a ovest e più divengono zone di turismo locale fino ad arrivare verso il Portogallo dove il turismo balneare si riduce e viene sostituito da quello legato al “camino”.
Ripartiamo dal mare e ci dirigiamo verso l’interno per arrivare al cattedrale di Loyola dedicata a Sant’Ignazio, queste due tappe ci anticipano da subito il tema del viaggio che ci aspetta, ovvero il turismo delle spiagge e dei centri storici da una parte e quello religioso dall’altra.

appena arrivati davanti al santuario di Loyola

appena arrivati davanti al santuario di Loyola

Riprendiamo la strada per giungere nel tardo pomeriggio a Bilbao che visiteremo approfonditamente domani. Abbiamo però tempo di fare un tour notturno post cena dove apprezziamo la bellezza del posto con le sue architetture antiche e moderne felicemente coniugate.

il Guggenheim visto durante il nostro giro notturno

il Guggenheim visto durante il nostro giro notturno

La città è molto bella e pulita anche se è più piccola di quello che ci aspettavamo. Occhio a dove mangiate però: se cercate un posto dove sedervi in stile ristorante verrete inevitabilmente spennati. Se entrate in qualsiasi posto chiedendo “comar” (mangiare) vi rifileranno costosi menù mentre se vi fate furbi e chiedete “tapas (o bocadillos) y caña” vi faranno mangiare come mangia la gente del posto: tapas (pane con sopra di tutto, un incrocio delle nostre bruschette e dei nostri aperitivi) al costo di 2 euro l’una e un bicchiere di birra dalle dimensioni variabili a seconda del posto ma che è come una nostra piccola e costa un euro e mezzo massimo 2.

Bilbao by night

Bilbao by night

Il giorno dopo usciamo diretti verso l’imperdibile Guggenheim Museum la cui struttura e le cui installazioni permanenti sono assolutamente da vedere, forse anche di più delle mostre che si tengono all’interno.
Facciamo un bel giro anche nel centro storico molto carino e continuiamo la nostra alimentazione a colpi di tapas e cerveza o caña (l’unico modo per avere una birra alla spina).

tapas, la nostra alimentazione per i prossimi 12 giorni

tapas, la nostra alimentazione per i prossimi 12 giorni

4° giorno: Lasciamo a malincuore la bella e dinamica Bilbao per addentrarci nella regione della Cantabria diretti verso le famose grotte chiamate “Cueva de Altamira”. Si tratta di un patrimonio UNESCO perchè racchiudono pitture rupestri antichissime. Purtroppo però una volta arrivati, prenotato la visita e fatto la coda, scopriamo che si tratta di una riproduzione… le vere grotte sono chiuse per sempre al pubblico per preservarle. Vediamo la riproduzione in stile disneyland e ce ne andiamo un po’ scocciati riflettendo su quale sia l’utilità di preservare un bene dell’umanità privando l’umanità della possibilità di vederlo. Lasciamo le grotte antiche più recenti del mondo per recarci a Santillana de Mar, che a dispetto del nome non stà sul mare! Si tratta di un bellissimo paesino perfettamente conservato, un tuffo indietro nel tempo.

la piazza centrale di Santillana de mar

la piazza centrale di Santillana de mar

Ovviamente ci sono molti turisti ma vale la pena di andarci e respirare l’atmosfera di questa cittadina che sembra uscita da un romanzo storico.

santillana de mar

santillana de mar

Oggi la giornata è piena e ripartiamo verso Comillas cittadina famosa per ospitare alcune architetture del modernismo e in particolare per ospitare il “capriccio” di Gaudì, ovvero l’unica opera di Gaudì al di fuori della sua regione natale.

il capriccio di Gaudì

il capriccio di Gaudì

La casa è molto carina e merita una visita, lo stile dell’architetto è inconfondibile.

la zavorra e l'architetto

la zavorra e l’architetto

Ripartiamo nuovamente, stavolta diretti verso Llanes, tipico paesino della zona (anche se poi scopriremo che ce ne sono innumerevoli). Una nota sui paesini tipici… ce ne sono molti ma purtroppo tanti sono stati rovinati dallo sfruttamento edilizio della bolla speculativa degli ultimi anni e molti di loro presentano una brutta periferia fatta di casermoni orribili, alle volte nemmeno finiti e fatiscenti.
Abbandoniamo Llanes per dirigerci (finalmente) verso il nostro albergo che si trova in Aviles. Aviles, come tutti i posti della zona, si presenta molto male, con gli immancabili brutti palazzoni, tra questi c’è anche il nostro albergo. In compenso il centro città non è lontano ed è veramente bello, ovviamente pieno di localini e taperie. Inoltre Aviles ha alcune belle sidrerie che servono il sidro locale in un modo molto particolare, alzando la bottiglia sopra la testa e cercando di centrare il bicchiere che tengono all’altezza della cintura.

Sidro por favor

Sidro por favor

Ovviamente il tutto è molto coreografico ma comporta anche una notevole dispersione di sidro in giro per il pavimento.

Sidro everywhere

Sidro everywhere

 

A differenza della Francia, qui il sidro si ordina a bottiglie e non a bicchieri. Accompagnamo il sidro con un tagliere di formaggi locali che sono veramente buoni!

5° giorno: Partiamo per un’altra giornata impegnativa, diretti verso A Coruna. Come prima tappa procediamo verso l’interno per andare a visitare Oviedo che la guida indica come una delle più belle città del nord. La città è grandina e arranchiamo un po’ nel trovare il centro. Lasciamo la moto in uno dei parcheggi dedicati alle due ruote che si trovano in quasi tutte le città spagnole e ci aggiriamo per il quartiere storico, andando a vedere la cattedrale gotica di San Salvador.

la cattedrale di San Salvador

la cattedrale di San Salvador

Nella chiesa si può visitare la “camera santa” che sembra sia patrimonio UNESCO all’interno della quale sono contenute reliquie di santi medioevali molto suggestive. Si possono vedere anche il museo e il chiostro che rendono la visita molto gradevole. Lasciamo alla nostre spalle Oviedo per riprendere la costa.

La costa è caratterizzata da scogliere alte e fari

La costa è caratterizzata da scogliere alte e fari

A questo punto un suggerimento sui trasferimenti: lasciate perdere l’autostrada e procedete sulla strada nazionale, viaggiano quasi parallele ma mentre la prima è un lungo rettilineo, la seconda è più serpeggiante e ti permette di ammirare meglio il paesaggio, inoltre è tutta gratuita (anche se in molti tratti anche l’autostrada è free) e ci sono un buon numero di aree di sosta.

Ride4Two al gran completo

Ride4Two al gran completo

Raggiunta la costa puntiamo verso Cabo Vidio, una dei tanti punti panoramici che danno una bella vista delle coste frastagliate della Spagna atlantica.

punte mozzafiato

punte mozzafiato di cabo vidio

 

Procediamo poi verso Castro de Coana che è un grande sito archeologico dove si trovano i resti di un insediamento del neolitico. Molto suggestivo!

castro de coana

castro de coana

Procediamo poi verso Ribadeo e la sua Playa as Catedrais, ovvero spiagge alle cui spalle le falesie hanno formato delle grotte erose dall’acqua caratterizzate da alti soffitti e accessibili con la bassa marea: da vedere!

playa as catedrais

playa as catedrais

Ripartiamo diretti ad A Coruna, siamo veramente stanchissimi e vogliamo solo lavarci e stenderci… persino alzare la moto sul cavalletto è una operazione che diventa difficile a questo punto (resa anche più difficile dalla quantità di bagagli).

la baia turistica di A Coruna

la baia turistica di A Coruna

L’albergo in compenso è molto bello, è vista mare e ci piace molto… anche se resterà impresso nella nostra memoria perchè la zavorrina si lascia scappare il tappo della macchina fotografica che rotolerà fino all’ascensore, infilando lo spazio tra ascensore e pavimento per precipitare nella fossa dell’ascensora (una parte di noi che resterà per sempre in Spagna).

Pronti a uscira alla ricerca di una tapas

Pronti a uscira alla ricerca di una tapas

Usciamo alla ricerca della cena e ci godiamo l’immancabile centro storico molto bello di questa grande città di mare.

il centro cittadino

il centro cittadino

6° giorno: ci alziamo tardi perchè ieri eravamo sfatti. Oggi il nostro campo base resta ad A Coruna e noi andremo a fare un giro lungo questa costa che è detta “costa della morte” per il numero di naufragi che sono avvenuti nella storia.

costa della morte

costa della morte

Prima tappa il faro Roncudo, molto bello e panoramico e caratterizzato da essere circondato da questa costa rocciosa costellata da croci bianche, a ricordo delle vittime dei naufragi. Siamo solo noi, la schiuma del mare e i gabbiani a contemplare l’oceano circondato da queste croci bianche: molto suggestivo.

le croci caratterizzano questo tratto di costa

le croci caratterizzano questo tratto di costa

Lasciamo Roncudo per Fisterra e la sua Punta de Finisterre che è il posto dove tradizionalmente termina il Camino di Santiago e dove la tradizione vuole che i pellegrini brucino i vestiti.

i pellegrini bruciano i vestiti e guardano l'oceano

i pellegrini bruciano i vestiti e guardano l’oceano

Con grande stupore scopriamo che è vero, le tracce dei falò accesi tra le rocce e una statua a forma di scarpone non lasciano dubbi.

qui si bruciano i vestiti e le scarpe

qui si bruciano i vestiti e le scarpe

Questi resti di vestiti bruciati su questa scogliera battuta dal vento e i tanti pellegrini che fissano l’oceano ci danno veramente delle sensazioni forti.

siamo al chilometro zero del cammino di Santiago

siamo al chilometro zero del cammino di Santiago

Ultima tappa della giornata e Capo Villan, una bellissima punta dominata dall’immancabile faro. Devo dire che questa punta è la più bella di tutte, complice la bella giornata. Il mare è blu, le rocce sono ocra e intorno il verde dell’erba e il viola dell’erica rendono questo paesaggio simile ad un quadro. Una tappa che abbiamo inserito un po’ per caso si è rivelata una magnifica scoperta.

cabo Vilan, una bellissima scogliera panoramica

cabo Vilan, una bellissima scogliera panoramica

Torniamo all’albergo più stanchi che mai e ci consoliamo con una cena dal “Roy del Jamon” una specie di salumeria ristorante con mille prosciutti appesi che offre un menù a base di formaggi tipici e prosciutti della zona, molto forti e tagliati spessi che sono tipici di questa cucina.

7° giorno: Piove, maledizione! Oggi dobbiamo andare a vedere Santiago de Compostela. Ci fermiamo a fare colazione in un autogrill, giusto per essere sicuri di ottenere un maledetto cappuccino e una brioche decente (i nostri esperimenti con le colazioni locali sono stati piuttosto complicati). Arriviamo a Santiago e ci dirigiamo verso il centro per vedere la piazza principale dove si erge la cattedrale che è la meta dei pellegrini e dove si dice siano sepolte le spoglie del santo.

la messa del pellegrino

la messa del pellegrino

Quando arriviamo in chiesa sta cominciando la messa del pellegrino, siamo circondati da ragazzi provenienti da tutti i paesi del mondo, tutti stanchi e felici.

La cappa tradizionale dell'ordine di Santiago

La cappa tradizionale dell’ordine di Santiago

Questa storia del cammino non è tanto una questione di fede, alla fine si tratta di un percorso che queste persone intraprendono per se stesse, in qualche modo in solitudine, ma quando arrivano alla fine i pellegrini diventano una cosa sola. Sono uniti da questa esperienza e devo dire che essere lì con questi ragazzi che si salutano e si abbracciano è stata una bella sensazione. Chissà che non ci venga voglia di fare un viaggio a piedi anche a noi!

la cattedrale di Santiago

la cattedrale di Santiago

Usciti dalla chiesa pranziamo in un locale del centro dove scopriamo che qui è considerato porta fortuna lasciare una moneta appoggiata su una delle pietre del muro (tipo le nostre fontane), cosa che facciamo subito anche noi.

vai con la monetina.. speriamo bene

vai con la monetina.. speriamo bene

Dobbiamo raggiungere il nostro albergo a Ourense ma decidiamo di allungare il giro passando per la valle del Minio, un fiume che attraversa una gola verdeggiante. La strada è molto bella e i paesaggi che vediamo coincidono con l’immagine che avevamo di questa terra.

valle del minio

valle del minio

Da qui in avanti, ogni volta che ne abbiamo avuto l’occasione, abbiamo cercato di infilarci in qualche sierra o qualche meseta per goderci la Spagna “vera”, lontano dai luoghi del turismo.
Raggiungiamo Ourense che come tutte le città ha una bruttissima periferia e un centro carino, con l’immancabile Plaza Mayor. Gradevole e pieno di locali. Siamo molto stanchi e l’unica cosa da segnalare è che l’NH Hotel ha i bagni in camera separati da un vetro… la sensazione di fare i propri bisogni ad un passo dal letto e molto spiacevole.

 

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