Nuova moto e prime uscite

Ultimo mise il motore al massimo e si chinò sulla moto, perché aveva qualcosa da dirle, e voleva che sentisse bene. Le disse che lui doveva arrivare prima della morte, e ce l’avrebbe fatta sicuramente se solo lei si comportava bene. Le disse di guardare come la strada aveva deciso di aiutarli e si era messa tutta dritta, perché arrivassero prima. E le spiegò che la bellezza di un rettilineo è inarrivabile, perché in essa è sciolta qualsiasi curva, e insidia, in nome di un ordine elementare, e giusto. E’ una cosa che possono fare le strade, le disse, e che invece non esiste nella vita. Perché non corre diritto il cuore degli uomini, e non c’è ordine, forse, nel loro andare.

A.Baricco – Questa storia

 

Addio fedele R1200R, benvenuta Versys

Alla fine il momento è arrivato, abbiamo già detto delle cose riguardo al cambio di moto nella sezione “stuff&more” alla voce “la moto in uso” però si tratta di un momento talmente epocale che ci pareva giusto inserire qualcosa anche in questa parte.

foto di rito al Col del Lys

foto di rito al Col del Lys

Questo sito è un diario di viaggio ma per noi il viaggio è la vita e la nostra vita di coppia si può dire che sia stata scandita dalla motocicletta e che le esperienze più belle fatte insieme, almeno per me, sono state in larga parte maturate affrontando lunghi viaggi in motocicletta.

Forse non dovrei dilungarmi più di tanto ma per me il viaggio in moto è la cosa più distante che ci sia dalla vacanza fatta con altri mezzi. Anche in moto si è pur sempre in vacanza, ma in moto c’è qualcosa di più, che trasforma il viaggio in una avventura straordinaria.

Pirsig diceva che quello che vedi dal finestrino di un auto non è altro che una dose supplementare di televisione, ed è verissimo, almeno per me. Penso che il viaggio in moto sia un momento di immersione totale nella realtà circostante, è un momento in cui ci si mette alla prova, in cui si affrontano le avversità e il pericolo senza protezioni, con il vento in faccia, il sole che ti cuoce e la pioggia che prima ti bagna e poi ti fa tremare.

la zavorra si scalda

la zavorra si scalda

Affrontare questi viaggi insieme durante le vacanze è come vedere una metafora che riassume la vita in un film accelerato alla durata di quei soli 15 giorni.

Tutto questo per dire che per noi la moto è una roba seria e cambiare la moto è un momento di passaggio nella nostra vita. Di sicuro è più simile al cambiare casa che al cambiare un’auto.

Bando quindi alle chiacchiere  e cominciamo col dire che stiamo valutando di allargare la famiglia e quindi abbiamo valutato di abbandonare temporaneamente l’uso della moto. Dopo un primo periodo da ex motociclisti ci siamo resi conto che era una condizione veramente insopportabile e che non ci si addiceva per nulla.

parcheggiata alla Sacra

parcheggiata alla Sacra

Capito quindi il fatto che non potrei mai (almeno per il momento) restare senza una moto, seppur piccola o senza grandi pretese, abbiamo ricominciato a cercare qualcosa con cui sostituire la nostra vecchia e amata R1200R.

I dettagli della ricerca e dei requisiti li trovate nella pagina di cui parlavo prima mentre qui riassumerò brevemente dicendo che abbiamo optato per una Kawasaky Versys 650, nera, tenuta benissimo, con soli 14.000 km e ad un prezzo veramente appetibile!

Detto fatto abbiamo subito approfittato di questo inverno piemontese piuttosto mite per usare la moto il più possibile: sono uscito con il buio, sono uscito per andare al lavoro, siamo usciti in coppia per salire alla Sacra di San Michele (TO)  e per fare il giro di qualche altra nostra meta come il Col del Lys.

La valutazione finale è che la moto innanzitutto a me piace molto esteticamente anche se ha parecchia plastica e qualche dettaglio un po’ economico (stiamo pur sempre parlando di una entry level). Sicuramente ci posso lavorare con un po’ di after market!

la strumentazione in garage

la strumentazione in garage

Il motore è molto grintoso, genera una bella spinta ma deve essere tenuto un po’ allegro, diciamo sui 5.000 giri dove ha un bello scatto. Sotto questo regime la moto gira rilassata, senza vibrazioni e totalmente docile.

Si perchè la cavelleria è divertente ma comunque modesta, sui 65 cv, che vengono accompagnati da una rapportatura piuttosto corta e un peso leggero di circa 180 kg. Questo si traduce nel pregio di una moto facile, leggera e molto scattante ma se guidata con brio e nel range giusto.

In definitiva la moto mi diverte molto, ha una bella grinta, una seduta comoda e una posizione di guida azzeccata. L’estetica mi piace molto anche se per ho fatto molta fatica ad adattarmi ad una moto dove il manubrio gira ma il cupolino resta fermo!

la moto in tutto il suo splendore

la moto in tutto il suo splendore

Rispetto all’erre il peso è decisamente meno (hallelujah), la posizione più confortevole anche per un nanetto come me e finalmente abbiamo anche un po’ più di rumore di scarico (potrebbe essere anche di più ma mi accontento). L’agilità è decisamente migliore.  La stabilità ovviamente è minore e di sicuro non mi permetterà in autostrada di seminare in una frazione di secondo gli automobilisti troppo invadenti con i loro macchinoni… pazienza, è ora di mettere la testa a posto!

foto ricordo

foto ricordo

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