Verso Salabue e Crea

E’ una calda domenica di giugno e come sempre decidiamo che prenderemo la moto per andare “da qualche parte”. Ovviamente il grosso delle nostre scorribande comincia più o meno in questo modo.

La zavorra quasi in posa

La zavorrina viene colta di sorpresa da una foto scattata con la GoPro

Davanti ad un buon caffè e ad una bella brioche decidiamo di fare rotta verso un castello “infestato” dagli spiriti, il castello di Salabue nel Monferrato.

Decidiamo di evitare tangenziali e autostrade e affrontare la circumnavigazione della collina torinese raggiungendo Asti e poi piegando verso ovest in una lunga deviazione attraverso Astigiano e Monferrato.

La strada, una volta raggiunta la zona di colline non è niente male e il viaggio è resto più semplice dall’aver collocato un porta cellulare da manubrio, in modo da poter usare il cellulare come navigatore, altrimenti ci saremmo sicuramente persi più e più volte.

Saliamo e scendiamo dalle colline della zona attraverso piccoli paesi e declivi coltivati a vite (ovviamente!), il sole è caldo e l’aria fresca, le condizioni ideali.

Giunti a Salabue troviamo prima una chiesa e poi cerchiamo, invano, il castello. Non troviamo neppure indicazioni turistiche che lo segnalino.

Non ci facciamo perdere d’animo e raggiungiamo la collina adiacente dove si trova una nostra vecchia conoscenza: il santuario di Crea, un complesso monastico in cima ad una collina.

il santuario visto dal cortile

il cortile principale del santuario

 

Il complesso è molto pulito e ordinato, c’è un sentiero devozionale lungo la collina segnato da una serie di cappelle dentro alle quali si trovano statue che rappresentano momenti della vita di Gesù.

E’ tutto molto tranquillo e rilassante e in più c’è un simpatico ristorante di cucina piemontese, dove il personale è molto cortese e il prezzo tutto sommato contenuto. Paghiamo 40 euro per due antipasti, due primi, due dolci, acqua, vino e caffè.

la facciata della chiesa

la facciata della chiesa principale

La strada del ritorno punta dritta a Torino dal versante della collina, lungo corso Casale; la giornata volge al termine perchè sono le cinque e siamo in giro dalle 10 di mattina con all’attivo quasi 200 km.

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