Europa del nord parte 2

Da Amsterdam a Copenhagen, ritorno attraverso Germania e Liechtenstein


Giorno 8

Partiamo da Amsterdam sotto una bella pioggia battente… la giornata non comincia nel migliore dei modi, tant’è che dobbiamo fermarci lungo la strada a prendere qualcosa di caldo per allentare la morsa del freddo.

Il clima non ci spaventa, anche perchè siamo diretti sempre più a nord e in particolare raggiungiamo il faro più alto d’Olanda nella ridente cittadina di Den Helder.

faro di  Den Helder

faro di Den Helder

Il faro ovviamente è molto alto, è rosso… ed è chiuso, accidenti! E’ domenica e probabilmente questo posto è da veri feticisti perchè è veramente desolato. Il passaggio qui non è però inutile perchè scavalcando la collinetta erbosa che separa l’abitato dalla spiaggia scopriamo cosa sono i Polder.

Il polder è una sorta di barriera di terra artificiale, una sorta di collinetta, fatta dagli olandesi per strappare lembi di terra al mare. In pratica di là dal Polder il mare è ad un livello più alto rispetto al paese che sta di qua. Inoltre vediamo uno spettacolo veramente surreale, perchè il lato “marittimo” di questa collina non ha una spiaggia di sabbia ma di asfalto! C’è pure una pista ciclabile tracciata! Lo spettacolo non sarà bello in senso lato, ma è di certo surreale e vale la pena di essere visto!

il polder

il polder di Den Helder

Riprendiamo il viaggio e, attraversando uno dei ponti più lunghi d’Olanda, raggiungiamo Groningen sulla nostra strada per Brema.

Groningen ci offre il solito bel centro medioevale dove ci sono pure dei personaggi con abiti d’epoca che intrattengono i turisti; ci godiamo il loro spettacolino mentre divoriamo un hamburger (con birra) e li classifichiamo alla strega dei nostri “centurioni” fuori dal Colosseo.

La città di Brema ci attende e, nonostante il nostro bellissimo albergo (Feng Shui Experience Hotel) sia in una zona bruttarella, una volta usciti e raggiunto il centro scopriamo che Brema è veramente bella! Ovviamente medioevaleggiante e ovviamente con diversi riferimenti alla famosa favola dei “musicanti di Brema”. Vale veramente la visita e in più vista a fine giornata, con le lunghe ombre del tramonto, sembra magica.

La statua dei musicanti di Brema

La statua dei musicanti di Brema

Giorno 9

Ciao ciao Brema, oggi si parte e si arriva in Danimarca… e sticazzi. un bel tappone da 400km di quelli che piacciono a noi. Salutiamo con rammarico il Feng Shui Hotel e il suo minibar gratuito per dirigerci verso l’inferno della tangenziale di Amburgo.. un vero incubo di traffico e code dovute ai lavori in corso (ma siamo in Germania o in Italia?!?).

Ci fermiamo a Flenburgo, sul confine con la Danimarca, in clamoroso ritardo. La città è carina ma c’è veramente un sacco di gente, non sappiamo neanche bene perchè e intuiamo che sia dovuto alla posizione di città di passaggio tra i due paesi.

Tardiamo in maniera pazzesca a mangiare perchè ci affidiamo ad un ristorante greco che risulterà abbastanza economico (strano perchè questa vacanza si sta rivelando molto più costosa del preventivato) ma con un servizio lentissimo per cui poi ripartiamo tardi per raggiungere il parco monumentale di Jelling.

Ovviamente arriviamo a destinazione troppo tardi, perchè qui in Danimarca tutto chiude presto e se la visita dura un’ora e il museo chiude alle 17, se tu arrivi anche solo alle 16.20 non ti fanno più entrare. Ci malediciamo perchè qui c’era il parco museale dei menhir vichinghi e il nostro piano di viaggio strettissimo non consente errori. Se buchiamo una tappa non c’è spazio per recuperare.. anche perchè in 12 giorni dobbiamo girare mezza Europa. Inoltre devo dire che Viejle non è niente di speciale.

il porto di Viejle

il porto di Viejle

E’ vero che l’avevamo scelta solo per la collocazione strategica lungo la strada per Copenhagen. Però non c’è veramente un cavolo. Peccato. Ne approfittiamo per andare a letto presto.

Giorno 10

Oggi ci dirigiamo verso Copenhagen ma prima passiamo per uno dei ponti più lunghi d’Europa, che collega la Danimarca continentale all’isola di Odense e poi a quella di Copenhagen. Una esperienza surreale viaggiare su questa strada sospesa sull’oceano per chilometri e chilometri.

Arrivati sull’isola di Odense visitiamo uno dei più bei castelli danesi (anche uno dei più cari): Egeskov Slot. Il castello si trova all’interno di un grande parco molto visitato ed è veramente ben tenuto. Le persone che abitano in zona vengono qui a passare i week end facendo picnic nella tenuta.

il castello

il castello

Castello successivo, a nord di Copenhage, Kronborg Slot, il castello divenuto famoso perchè qui Shakespear vi ambientò l’Amleto. Il castello è una vera fortezza costruita dai danesi per difendersi dagli odiati Svedesi. In effetti qui la Svezia è veramente ad un passo e si può vederne la costa ad occhio nudo.

Usciti dal castello entriamo a Copenhagen e raggiungiamo il nostro albergo in centro, che troviamo funestato da lavori in corso per la realizzazione di una tratta della metropolitana.

Giorno 11

Oggi dedichiamo la giornata a Copenhagen con un programmo fitto di appuntamenti. Intanto usciamo nella bella (e fredda) giornata per raggiungere prima la sede della Carlsberg dove ci aspetta una bella visita agli edifici storici con tanto di assaggi di birra compresi nel biglietto. In questo modo provvediamo a iniziare la giornata con un litro di birra a testa ingurgitato prima delle 11 di mattina.

il bar dentro la fabbrica

dentro la Carlsberg

Corriamo di nuovo in centro per assistere al famoso cambio della guardia e arriviamo giusti giusti al pelo a causa di una sosta forzata in un bar per poter usare il bagno (maledetta birra).

il cambio della guardia

il cambio della guardia

Dopo il cambio della guardia andiamo a piedi sul lungo mare per vedere la celeberrima sirenetta sgomitando in mezzo alla solita orda di turisti giapponesi scaricati da un pullman.

la sirenetta

la sirenetta

Dalla sirenetta passiamo dall’interno del castelletto, che sarebbe poi una antica caserma posta in centro alla città per raggiungere la MarmorenKirke, una chiesa che i danesi paragonerebbero a San Pietro ma che, se ci somiglia per tipologia costruttiva, potrebbe essere comodamente contenuta dentro San Pietro.

Segue una scarpinata per raggiungere il più antico osservatorio astronomico europeo. Una suggestiva torre in centro alla città, con una salita a spirale che ci porta sul tetto dove godiamo di uno splendido panorama sulla città.

la torre astronomica

la torre astronomica

Scendiamo e ci rechiamo a vedere da fuori il famoso edificio della borsa nel suo classico stile gotico fiammingo.

Ormai i piedi sono cotti e necessitiamo una pausa in albergo per recuperare. 30 minuti di pausa e poi di nuovo fuori!

Andiamo a piedi a Christiania che nonostante i primi dubbi si rivelerà una visita veramente speciale, senza la quale non credo si possa capire fino in fondo questa città. Una specie di incrocio tra l’OktoberFest, una comune e un centro sociale. Una città nella città dove si vedono concerti, si beve birra, si comprano bici e magliette e si fumano grandi quantità di marijuana.

Usciti da Christiania andiamo in uno dei barconi che fanno da lounge bar dove beviamo birra (tanto per cambiare) ascoltando un musicista locale molto bravo, godendoci il tramonto sulla città. Veramente fantastico!

In tutto questo troviamo anche il tempo di aiutare due emigranti nord africani che cercano il consolato italiano, parlando solo qualche parola di italiano… gli troviamo il consolato e ce li portiamo.

Giorno 12

Prendiamo la moto per lasciare Copenhagen e scopriamo che qualcuno ha forzato il bauletto e rotto l’aggancio alla piastra.. nulla è stato rubato e il bauletto funziona ancora ma, lasciatecelo dire, le balle ci girano!

Partiamo e raggiungiamo le Stevns Klint, una sorta di falesie danesi molto suggestive con una chiesetta a strapiombo su un mare di cristallo. Bellissime, e la giornata è magnifica.

Stevns Klint

Stevns Klint

Ci rimettiamo in movimento perchè abbiamo un appuntamento con il traghetto che ci riporterà in Germania.

Il traghetto è tranquillo a parte il fatto che è il primo che prendiamo e non sapevamo di dover legare la moto con le apposite cinghie, quindi passo il primi venti minuti a controllare che il beccheggio della nave non ci capotti il mezzo… poi mi rompo le scatole e decido di affidarmi alla buona sorte.

Arrivati in Germania la nostra tappa è Amburgo che si rivelerà bella ma praticamente deserta in centro. In pratica è una specie di città che sembra fatta solo da uffici.

Nel centro di Amburgo

Nel centro di Amburgo

 

Giorni 13 -14 -15

Il rientro è senza grossi episodi, attraversiamo mezza Germania per arrivare a Wurzburg dove però l’albergo è lontanissimo dal centro… noi siamo stremati da un viaggio infinito e pieno di lavori in corso e code. Abbiamo anche visitato il castello di Kassel che è in cima ad una suggestiva collina con un bel parco. Il giorno successivo andiamo in Liechtenstein dove la nota di colore è che siamo riusciti a scegliere come albergo una specie di rifugio posto in cima (letteralmente) ad una montagna, dove però si gode di una vista stupenda.

la salita verso l'albergo

la salita verso l’albergo

Ultimo giorno, decidiamo di attraversare la Svizzera senza usare le autostrade e ci troviamo a fare diverse strade molto belle compreso il passo del San Bernardino. In pratica alla fine di 5000 km e con ancora tutta la strada da Como a Milano e poi a Torino, noi decidiamo di dedicare la giornata a macinare kilometri di passi alpini come se fossimo usciti per la galoppata domenicale.

vero il passo del piccolo san bernardo

vero il passo del piccolo san bernardo

Questo è quello che ci piace fare!
 

Il video del viaggio!

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