Costa Azzurra e Verdon

La stagione è incominciata anche se il tempo continua a essere freddo quanto basta, ma noi dobbiamo testare le borse morbide che abbiamo preso per la Shiver e in più abbiamo già preso qualche giorno di ferie: mica li potremo sprecare!

Per questo motivo (e perchè arrivati a questo punto è un bel pezzo che non facciamo un bel giretto) decidiamo di partire verso il mare e il nostro “campo base” di Mentone alle porte della Costa Azzurra.

la copertina del nostro motogiro

la copertina del nostro motogiro

Il nostro percorso prevede fare un pezzo di autostrada per poi uscire a Ceva e andare verso il colle di Nava, anche perchè il più romantico Tenda è chiuso per lavori.

Procediamo di autostrada, usciamo a Ceva e iniziamo la salita. Il colle di Nava non lo avevo mai fatto ma è il tipo di strada che mi piace perchè è ben tenuta, i panorami sono belli, il traffico non troppo sostenuto e il percorso è un bel misto non troppo stretto e con molte curve veloci.

Diciamo che anche un fermone come me, soprattutto quasi a pieno carico, si riesce a divertire.

Siamo sulla nostra Shiver che, nonostante non sia propriamente una turistica, non è eccessivamente scomoda o troppo caricata in avanti. Abbiamo preso due valige morbide della givi da 37 litri (le EA100) e una borsa da serbatoio sempre givi. Abbiamo un bel po’ di roba con noi anche se la mancanza di un bauletto si fa sentire… ma è troppo brutto e fuori luogo per questa moto e quindi lo abbiamo escluso dalla dotazione.

Scesi dal Nava, dove peraltro prendiamo anche un po’ di pioggia, procediamo sul lungomare attraverso Imperia, Bordighera e Sanremo e una volta arrivati a Mentone abbiamo totalizzato circa 5 (cinque!!) ore di viaggio.

Il giorno dopo ripartiamo con un pezzetto di autostrada per uscire in direzione Grasse. La cittadina è molto carina ma noi l’abbiamo già vista in passato e quindi tiriamo dritto.

Da Grasse parte la famosa Route Napoleon, una bellissima strada che procede verso l’interno in direzione di Castellane.

Il percorso è veramente bello, il paesaggio è splendido, diviso tra boschi e fianchi scoscesi e rocciosi, corsi d’acqua e piccoli paesini.

Dopo un numero di curve veramente notevole si arriva alla cittadina di Castellane dalla quale normalmente si parte per le curve del Verdon.

Una sosta lungo la strada

Una sosta lungo la strada

Ci fermiamo qui a mangiare qualcosa sulla piazza principale, poi andiamo a fare benzina e… sorpresa… comincia a piovere di brutto! Ovviamente non ci arrendiamo ma l’umore non è proprio dei migliori.

Fortunatamente la pioggia si riduce di intensità e a tratti si interrompe e ci permette comunque di fare qualche sosta in punti panoramici in cui si può vedere questo canyon scavato, per l’appunto, dal torrente Verdon.

sosta per foto

sosta per foto

Arriviamo fino al Lac de Saint Croix che visto dal fianco della gola è di un azzurro intenso e che ricorda vagamente il mare dei Caraibi.

vista dall'alto del lago saint croix

vista dall’alto del lago saint croix

Arrivati a questo punto abbiamo già fatto un numero di curve e controcurve pazzesco. I fianchi delle montagne, rocciosi a tratti e a tratti coperti di fiori e alberi ci hanno accompagnato fino a qui e ci faranno compagnia ancora a lungo, infatti la strada per tornare a Grasse è ancora lunghissima e piena di curve.

Arrivati al fondo della strada, complice anche un po’ di pioggia, siamo sfiniti, la quantità di curve è superiore a qualsiasi altro percorso in moto che abbiamo mai fatto in una unica giornata!

L’autostrada ci riporta a Mentone… rientrati in casa mangiamo una cosa veloce e alle nove siamo nel letto esausti.

Il giorno dopo siamo talmente sfatti dal giorno prima che decidiamo di dedicarla a prendere il sole in spiaggia, tanto all’indomani dovremo di nuovo tornare verso Torino e scegliamo di farlo nuovamente attraverso il colle di Nava dove, chi l’avrebbe mai detto, troviamo una fredda pioggerella ad aspettarci.

A metà strada ci fermiamo in una simpatica pizzeria assieme ad una decina di motociclisti francesi che tornano a casa a Nizza (beati loro).

Un’altra bella avventura anche se un po’ troppo breve, si è conclusa!

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