Nuova moto pt.1: addio shiver

Eccoci di nuovo… abbiamo deciso di cambiare ancora una volta la nostra cavalcatura.

La Shiver ha (sarebbe meglio dire “aveva” a questo punto) un motore fantastico con una bella spinta in mappa Sport, era alta il giusto e, a nostro avviso, era molto bella esteticamente… ma…

pronta per viaggiare con borsa da serbatoio e telai per le borse laterali

pronta per viaggiare con borsa da serbatoio e telai per le borse laterali

Ovviamente in queste storie c’è sempre un “ma” altrimenti ora non saremmo a questo punto.

Principalmente il “ma” era dovuto ad una scomodità lamentata dalla zavorra durante i lunghi viaggi e accentuata dalla mancanza di un bauletto dietro la schiena.

Eravamo però anche pronti a fare viaggi più brevi e rinunciare ai “tapponi” da mille chilometri e ci eravamo anche già attrezzati con un set di borse morbide pronti per uscite molto più mordi e fuggi. Poi però sono successe due cose che, almeno a me, hanno dato da pensare.

La prima è stata che abbiamo ricevuto l’invito a partecipare ad una vacanza in Irlanda in moto, ma a causa dei problemi di cui sopra abbiamo dovuto rinunciare ripiegando sulla stessa meta ma con un’auto a noleggio.

Dover rinunciare ad un giro del genere è stato veramente un momento difficile nel mio cuore di motociclista.

Subito dopo abbiamo cercato di consolarci con una “zingarata” verso le nostre amate gole del Verdon, decidendo su due piedi di partire al volo verso la nostra base a Mentone.

Una volta partiti in fretta e furia (era venerdì sera) siamo arrivati al Colle di Tenda e siamo scesi attraverso la valle Roya in direzione del mare, a quel punto è successo l’impensabile! (brrr)

In pratica eravamo in discesa, in testa alla colonna che era passata attraverso il tunnel e avevamo appena superato la cittadina di Breil sur Roya, era circa mezzanotte. Appena usciti dal paese il motore comincia a perdere giri e l’acceleratore sembra non rispondere più (la moto ha il ride by wire).

Ci fermiamo a bordo strada (e per chi non c’è mai stato sappiate che quella strada e stretta e lo spazio per fermarsi non è proprio abbondante) la moto non parte…

Spingiamo la moto fino in paese e poi cerchiamo un albergo che ci dia da dormire, giriamo a piedi in lungo e in largo, parliamo con chi troviamo in giro, guardiamo su internet… nessuna struttura ha posto per ospitarci. Io provo e riprovo a far funzionare la moto, ma una volta avviato, il motore sale e scende di giri di sua iniziativa, l’acceleratore non sembra funzionare.

A quel punto ci apprestiamo a passare la notte su una panchina, fa freddo, ci sono le zanzare, la mia zavorrina ha lo sguardo triste, di chi non gliene va una per il verso giusto.

A questo punto consulto tutti i siti internet che trovo cercando di capire cosa possa essere e capisco che probabilmente il motore è entrato in una qualche modalità di emergenza che non permette di superare i 2000 giri ma che probabilmente può essere guidato, piano piano, fino a casa. A quel punto decido che non permetterò alla mia compagna di passare la notte su una panchina… dovesse essere l’ultima cosa che faccio la porterò a destinazione.

Ci rimettiamo in sella, la moto viaggia ad una lentezza assurda, le salite sono quasi insuperabili, sempre sul filo dello spegnimento e vanno affrontate zigzagando, le discese vanno fatte a frizione tirata per prendere velocità. Dopo altre 2 ore di calvario arriviamo a destinazione (sono le 4 di mattina).

Il giorno dopo non sto a descrivere i mille problemi con l’assistenza aprilia (pochi centri, sul sito un centro risulta “ufficiale” ma poi una volta contattato dice di non avere i macchinari).

Risultato: un disastro, moto abbandonata in un parcheggio, ritorno con un passaggio fortuito e poi due settimane dopo sono dovuto scendere con bla bla car per andarla a recuperare con i sensori aria cambiati e 250 euro in meno nel portafogli….

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