Gole dell’Ardeche poi Orange e Arles

Dopo un periodo piuttosto travagliato l’esperienza di coppia del nostro duo è giunta al termine. Da qui in avanti e fino a data da destinarsi, questo sito di viaggi di coppia diventa un sito di viaggi in solitaria… perchè quando c’è questa passione è difficile pensare di rinunciarci, soprattutto dato che chi è come noi riesce a ragionare in maniera lucida solo quando è in viaggio in sella alla sua moto.

Proprio per questo motivo ho deciso di fare un primo piccolo viaggio: stare da solo (non ci ero più abituato) e ascoltare il suono dei miei pensieri, lasciando indietro tutti gli altri problemi e potendo quindi focalizzare meglio il flusso della mia coscienza.

Ma bando alle ciance tristi… passiamo alla parte bella: il viaggio!

Ho scelto la meta dopo averne letto su una rivista e dato che le gole del Verdon ormai le ho girate in lungo e in largo ho scelto di provare ad andare un po’ più lontano per raggiungere quelle dell’Ardeche

L’Ardeche è un parco naturale nel quale scorre l’omonimo fiume che diventa un affluente del Rodano. E’ una zona famosa per i paesaggi naturali e per le uscite in Kayak ed è piuttosto frequentata dagli amanti di questo sport.

La zona è super verdeggiante, ed è costellata di bei paesini.

Il primo giorno sno arrivato dritto da casa fino ad Aubenas, paesino arroccato su una collinetta alle porte del parco vero e proprio. Il viaggio in autostrada attraverso il tunnel del Frejus per arrivare in zona e fare solo l’ultimo tratto su strade nazionali.

lasciata l'autostrada la strada comincia a farsi più interessante

lasciata l’autostrada la strada comincia a farsi più interessante

Il bel tempo mi ha accompagnato anche se l’aria era comunque piuttosto freddolina.

Il secondo giorno ho fatto il tour dell’Ardeche su un percorso di circa 150km. Il panorama è dapprima collinare, la strada piuttosto piccola, tortuosa e segue il profilo delle colline attraverso una folta zona boscosa.

il parco naturale nella sua parte alta si presenta collinare e verdeggiante

il parco naturale nella sua parte alta si presenta collinare e verdeggiante

La strada incrocia la stretta gola dell’Ardeche in una zona poco abitata dove anche trovare un benzinaio è una impresa.

Il punto focale è quello di restare il più possibile aderenti al tracciato di quello che prima è quasi solo un torrente e poi diventa un corso d’acqua piuttosto grande.

la strada non è mai particolarmente impegnativa anche se molto tortuosa

la strada non è mai particolarmente impegnativa anche se molto tortuosa

Il panorama si divide decisamente in due, partendo da Aubenas ci troviamo in una zona molto rurale, poco trafficata e che da’ quasi l’idea di essersi persi… Dopodiché si arriva in una zona decisamente più turistica, con viste più spettacolari.

i numerosi balconi lungo la strada regalano viste mozzafiato

i numerosi balconi lungo la strada regalano viste mozzafiato

La strada diventa larga e ben asfaltata (anche se più trafficata) e si arricchisce di punti panoramici ben segnalati, con parcheggio e balconate. All’inizio di questo tratto si trova il famoso arco gigante che è il vero simbolo di questa zona.

il punto decisamente più famoso di tutto il percorso

il punto decisamente più famoso di tutto il percorso

Alla fine della giornata arrivo nella piccola cittadina di Saint Martin d’Ardeche che è caratterizzata da un bel ponte sul fiume, una spiaggia dove ho potuto sdraiarmi e prendere il sole e qualche posto in cui mangiare col dehors sul lungo fiume. L’albergo “Les Petites Oreillers” mi offre una ottima collocazione con una bella colazione e una struttura completamente ristrutturata di recente.

Il giorno dopo parto alla volta di Arles per incontrare mio fratello e mia cognata e lungo la strada scelgo di fermarmi a Orange dove l’attrazione principale è il teatro di epoca romana.

Il teatro è una struttura veramente formidabile che vale assolutamente la visita: imperdibile!

il teatro romano di Oranges è sicuramente un must see

il teatro romano di Oranges è sicuramente un must see

Arrivato poi ad Arles a ora di pranzo mi perdo per il dedalo di viuzze, sensi unici e passaggi pedonali nel tentativo di arrivare all’arena romana per la quale la città è molto famosa ma mi arrendo e ci arrivo alla fine a piedi.

Il pranzo è piacevole e lo facciamo al “Cafè van Gogh” del quale vengo a sapere che è stato ritratto dal celebre pittore in un suo quadro. Il pranzo è buono anche se la piazzetta è la classica trappolona per turisti con una batteria di locali dotati di buttadentro d’ordinanza.

l'arena romana simbolo di Arles, la cittadina presenta anche altri siti romani interessanti

l’arena romana simbolo di Arles, la cittadina presenta anche altri siti romani interessanti

Nel pomeriggio raggiungo Mentone dove mi piazzo a casa della mia ex per gentile concessione dei miei ex suoceri. Nulla da segnalare se non il fatto che allontanandosi dalla zona di Aix en Provence comincia il brutto tempo e il freddo… per cui arrivo surgelato, mi faccio una crepes per cena, doccia calda e via.

Il giorno dopo il brutto permane per cui decido di rientrare a casa utilizzando l’autostrada per fare prima.

 

 

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