Luoghi da visitare,  turismo grastronomico,  una settimana

Direzione Nancy

Arriva il momento delle agognate vacanze e quest’anno riesco a convincere la mia dolce metà a fare un viaggio in moto sacrificando le sue amate spiagge.

Il viaggio deve avere alcune caratteristiche perchè per lei è il primo vero viaggio lungo in moto, le caratteristiche sono: tappe brevi, percorsi divertenti ma non pericolosi, tragitti con molte pause.

Per questo motivo dopo aver valutato almeno 5 o 6 diversi tragitti decidiamo per la Francia, che ha l’innegabile vantaggio di non richiedere alcun trasferimento autostradale.

La nostra preoccupazione è che un primo tappone faccia insorgere un certo dolore al fondoschiena che possa poi trascinarsi durante tutta la vacanza.

A questo proposito testiamo anche il cuscino ad aria della Airhawk che vince a pieni voti il premio per la comodità per cui la mia zavorrina si sente di consigliarlo a tutti!

Il percorso deve comprendere Lione che è una meta molto apprezzata dalla mia dolce metà e inoltre, per motivi biecamente economici, deve durare soli 6 giorni.

La scelta ricarde su Nancy verso nord attraverso Briançon per evitare il tunnel a pagamento. Raggiungiamo Lione poi Digione e Nancy all’andata.

Al ritorno scendiamo dal lato più vicino al confine attraverso Mulhouse e poi in Svizzera per vedere il luogo natale della mia compagna e la famosa statua di Freddy Mercury.

La moto viene preparate con tutto l’equipaggiamento necessario: installata la presa usb, borse laterali, bauletto con annesso schienalino, borsa da serbatoio, porta cellulare da usare come navigatore e supporto per la GoPro.

Giorno 1: da casa a Lione attraverso il parc des Ecrins

Partiamo abbastanza presto e decidiamo di evitare il tunnel del Frejus, il vaiggio è sufficientemente corto per permetterci di saltare le autostrade principali e cercare percorsi che siano belli da vedere e da guidare.
Raggiungiamo quindi Oulx con l’autostrada e poi usciamo per passare il confine tramite Monginevro e Briançon. Non facciamo soste perchè siamo abbastanza riposati e la strada è bella.

Arrivati a Briançon si devia verso Grenoble dove vorremmo fare pranzo e passiamo dalla base del Col du Lautaret a più di 2000 metri di altitudine dove fa un freddo pazzesco e ci sono molte moto e ciclisti. Decidiamo quindi per una sosta caffè per recuperare temperatura e rilassarci un attimo in questo angolo di paradiso. Cominciamo decisamente bene.

Usciti dal parco naturale “Des Ecrin” dirigiamo verso Grenoble dove la temperatura torna ad essere estiva e ci ritroviamo da stare sotto ai 10 gradi agli oltre 30.
Puntiamo la piazza centrale per fare pranzo e riposarci un po’. La città è carina e trafficata. La piazza è piacevole ma niente di memorabile. Mangiamo nell’unico dehors di ristorante presente in piazza e ci godiamo un po’ l’atmosfera francese (io festeggio con un bel piatto a base di anatra).

Nel primo pomeriggio ci rimettiamo in viaggio nel caldo africano per raggiungere Lione nel più breve tempo possibile perché vogliamo goderci un po’ il pomeriggio e cercare un bel posto dove mangiare.

Abbiamo un bell’albergo vicino al fiume, a due passi dal centro. Parcheggiamo la moto nel parcheggio sotterraneo lungo al fiume e forse abbiamo fatto bene visto che in reception si preoccupano subito di chiederci se abbiamo parcheggiato la moto “in un posto sicuro”… chissà!
Passeggiamo su e giù per la zona vecchia ai piedi della collina, attraversiamo il quartiere famoso per i “bouchon lionnaise” i tipici bistrot di questa zona. L’architettura è bella, c’è molta gente, giovani e turisti. Passeggiare è piacevole e la cena ottima. Il primo giorno si conclude nel migliore dei modi: w le vacanze!

Arriva la sera a Lione, vista della collina dal fiume

Giorno 2: Lione – Beaune – parco del Morvan – Digione

Il giorno dopo salutiamo Lione e, non senza qualche difficoltà, usciamo dalla città percorrendo un bel tratto di lungo fiume perché causa lavori l’uscita per la tangenziale è chiusa e fatico non poco a trovare una strada decente per lasciare la città. Tutto sommato la scelta è buona perché al posto di una triste tangenziale percorriamo una serie di paesini lungo al fiume diretti alla tappa intermedia della città di Beaune dove vorremmo visitare il centro e in particolare un edificio storico di cui ho letto qualcosa.

La cittadina è proprio il villaggio francese che ti aspetti, con case che sembrano avere almeno 100 anni. L’edificio di cui abbiamo sentito parlare si chiama “hotel dieu” ed è stato un antico ospedale, dalle architetture particolari e il bel tetto colorato. La visita vale decisamente la pena anche se cui porta via più tempo del previsto.

l’hotel Dieu, cortile interno

Dopo la visita pranziamo in un ristorantino e incontriamo qualche difficoltà che ci accompagnerà per tutto il viaggio: dopo le 14 nessuno ti vuol più dare pranzo…
Il pomeriggio prevede di dirigerci a Digione ma prima facciamo una deviazione nel parco del Morvan alla ricerca di una zona in cui c’è un laghetto e una fattoria “educativa” dove è presente un passeggiata e una esposizione di piante. Il parco ha il suo fascino anche se questa fattoria è un po’ poco attraente, per lo meno per noi che non abbiamo intenzione di fare trekking intorno al lago. Ci consoliamo cercando di farci fare un caffè shakerato che pare essere una innovazione che in Francia non è arrivata e ci accontentiamo di un caffè espresso accompagnato da cubetti di ghiaccio.
L’arrivo in serata a Digione ci vede un po’ provati perchè tra una deviazione e l’altra i 200km che avevo promesso alla mia compagna sono diventati 350.
Digione ha un bellissimo centro con un paio di scorci notevoli e in particolare la piazza di fronte al municipio.
Tutti stanno cenando nei dehors… ma la temperatura qui è molto meno italiana e più nord europea… e siamo gli unici a chiedere di mangiare all’interno. La serata si conclude con il proprietario del ristorante che mi fa gli occhi dolci e un bel piatto di pasta alla carbonara (che non era neanche male).

Giorno 3: Digione – Langres – Touls – Nancy

Ci alziamo e da buoni italiano cerchiamo un posto in cui fare colazione con una brioches che, nel paese che ha inventato il croissant, pare essere un’altra innovazione che non è arrivata. A meno di comprarsi il cibo in panetteria, il massimo che ti possono offrire consiste in cappuccini costosissimi e croissant vuoti e nemmeno granchè dolci. Infatti finita la colazione mi vado a comprare un pain au chocolat in panetteria e compenso.
Partiti da Digione viaggiamo spediti fino a Langres, ci siamo messi in movimento un po’ tardi e Langres è una simpatica cittadina con cinta muraria in cui vorremmo fare una passeggiata.
La città è carina e ci attardiamo sulle mura facendo il giro intorno al paese per poi cercare un bel posto dove pranzare. La giornata è splendida (prenderemo solo una mezza giornata di pioggia in tutta la settimana) e mangiare fuori ci fa godere veramente la vacanza.
Ripartiamo poi in direzione Nancy che è un po’ lontana ma lungo la strada decidiamo comunque di usare statali al posto dell’autostrada e ci fermiamo un po’ casualmente nella città di Touls dove i cartelli ci segnalano la presenza di una cattedrale storica.
Il paese non è nulla di che ma la cattedrale vale la visita (che tra l’altro è gratis) .

L’imponente cattedrale di Touls

Usciti dalla cattedrale ci dirigiamo verso nancy, il punto più a nord che toccheremo e dopo il quale cominceremo a ripiegare verso l’Italia.
La città è abbastanza grande ma non enorme, il nostro albergo è vicino al centro anche se devo dire che il quartiere è deludente.
Il punto di forza della città, nonché la vera attrazione, è piazza Stanislas, una piazza donata alla città dall’omonimo ricco benefattore e sempre un pezzo di Versailles nel cuore della città, con fontane, facciate bellissime e dettagli dorati ovunque.

piazza Stanislas a ora di cena

Giorno 4: Nancy – Moulhouse attraverso il col de bonhomme e Colmar

Partiamo da Nancy per dirigerci verso la famosa città di Colmar, famosa per le tipiche case a graticcio. Strada facendo decidiamo di fare una deviazione attraverso il parco in modo da abbandonare l’autostrada. Purtroppo la temperatura è bassa e pioviggina per cui ci godiamo la strada avvolti in un comodo strato di antipioggia. In compenso il “col de Bonhomme” è veramente bello e ci sono parecchie moto che lo percorrono. Mi segno mentalmente di ritornarci mentre usciamo dai boschi in vista di Colmar.
La città è veramente bella, anche se ovviamente è pienissima di turisti. Le case sono tutte appena uscite da un fiaba e in alcuni angoli ci sono dei canali molto pittoreschi che le fanno guadagnare il nome di “piccola Venezia”.

L’angolo di Colmar detto “Piccola Venezia”

A Colmar mangiamo nel mercato coperto dove vendono le tipiche focacce della zona, che consistono in un tagliere con sopra una specie di impasto che è una via di mezzo tra la nostra focaccia bianca e una piadina. Sopra ci mettono i condimenti in stile pizza. Niente male.
Usciti da Colmar raggiungiamo brevemente la nostra tappa per la notte, la vicina Mulhouse, anch’essa in stile analogo, con una bella piazza dove facciamo qualche foto in cerca di un posto dove cenare.

La piazza centrale di Mulhouse

Giorno 5: Mulhouse – Losanna con puntate a Purrentruy , Parc de Chasseral e Neuchatel

Questo è il penultimo giorno, siamo un po’ tristi ma allo stesso tempo passeremo dalle zone in cui è nata la mia compagna per cui siamo anche un po’ curiosi ed emozionati. Fino a Purrentruy la strada non ha nulla di particolare, avvicinandoci però cominciamo ad essere un po’ emozionati: la mia compagna non torna qui da quasi 40 anni.

La strada per Purrentruy

Arrivati in paese saliamo fino al castello che lo sovrasta per godere di una vista complessiva dalla torre del castello la cui visita è gratuita.

il giardino del castello

Dopo aver ricordato la giovinezza della mia compagna siamo ripartiti, passiamo attraverso Delemont per poi piegare a sud e dirigerci verso il lago di Neuchatel attraverso il parco “de Chasseral”. Questo parco è nuovamente popolato di parecchi motociclisti e ha un percorso veramente bello nonostante l’altezza non sia particolarmente elevata.
Scendendo dal parco arriviamo a Neuchatel dove ci fermiamo a goderci il tepore del lago con il suo magnifico colpo d’occhio.

lungo lago di Neuchatel

Percorriamo il lungo lago e poi una serie di aree rurali per raggiungere Losanna dove ci siamo concessi un bellissimo albergo. A Losanna curiosamente la zona bella e ricca di movida non si trova lungo il lago ma in alto sulla collina soprastante.
La Svizzera è veramente come te la aspetti, verde, pulita e con limiti di velocità rigidi e molti autovelox. Tutti i trasferimenti si rivelano molto più lunghi del previsto a causa del traffico e proprio dei limiti a 50km/h che tutti rispettano rigorosamente.
Losanna presenta un centro gradevole che però esploriamo poco visto che siamo un po’ provati… i prezzi sono svizzeri anche quelli e ci lasciamo andare a una bella cena seguita da un bicchierino di whisky che ci costa come mezza vacanza.

Giorno 6: Losanna – Montreux – Ginevra – casa

L’ultimo giorno, l’ultima partenza, l’ultima volta che carichiamo le valigie. Siamo diretti a Ginevra per incontrare dei parenti della mia compagna ma prima voglio vedere la famosa statua di Freddy Mercury a Montreaux. Anche in questa zona tutte le cittadine sono lungo il lago di Losanna, il traffico è notevole ma la strada da Losanna a Montreux è splendida e tutta a strapiombo sul lago con bellissime ville e un castello.
A Montreux ci fermiamo per far le foto alla statua rivolta verso le acque del lago, veramente evocativa per chi come me era una grande fan dei Queen.

La statua di Freddy rivolta verso il lago di Montreux

Ripartiamo e percorriamo tutto il lato francese del lago per raggiungere Ginevra dove i suoi amici di famiglia ci aspettano per una rimpatriata dopo diversi anni. Ci aspetta un bel pranzo in un ottimo ristorante che ci viene anche generosamente offerto assieme a un ottimo bicchiere di vino.
Dopo aver passato una bella pausa pranzo, con la promessa di ritrovarsi ancora, lasciamo i nostri amici per ripartire e andare alla fine a casa.
Siamo stanchini per cui decidiamo per il tunnel del Frejus e a ora di cena siamo a casa. Stanchi e felici.

Io con la speranza che a lei la vacanza sia piaciuta e che voglia farne delle altre ovviamente.

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