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Luberon, alta provenza fuori stagione

Siamo ormai in ottobre e alle volte ci si ritrova con un giorno di ferie da investire e la voglia di non far ancora finire l’estate.

Molti parlano di staccare l’assicurazione, onestamente io non l’ho mai fatto (solo una volta) e spesso mi capitano occasioni per fare qualche giretto ma quest’anno le previsioni mi danno un fine settimana con temperature “estive” e decido di buttarmi.

La destinazione mi viene in mente cercando di capire se posso replicare un Verdon o un Ardeche o se fare tutto il giro della costa Azzurra.

Cercando in internet e lasciandomi ispirare da google maps mi accorgo di un parco nel quale non sono mai stato e che si trova nelle zone dove di solito si va a luglio per la fioritura della lavanda: il parco del Luberon.

Il nome non mi dice nulla ma cercando su internet trovo diversi articoli e foto di paesi che sembrano quelli che piacciono a me, la distanza è parecchia e io non sono in vena di spese folli per cui voglio stare fuori una o massimo due notti. Per questo motivo scelgo il più economico attentamente un albergo in centro a quell’area.

L’idea è di scendere visitando e poi risalire visitando, un po’ ambizioso ma questa volta viaggerò da solo per cui sarò responsabile solo del mio male al fondo schiena e non di quello di altri.

Il giorno della partenza è di sabato mattina, a dispetto delle previsioni ci sono nebbia, freddo e nuvole assortite… cominciamo malissimo e mentre faccio colazione al bar e guardo la moto penso che a breve me ne pentirò amaramente. Però l’albergo ormai è pagato e mi dispiace buttare via i soldi, incrocio le dita ripetendo mentalmente la preghiera del motociclista.

Mattinata gelida e tempo di merda… avrò avuto una buona idea?

Il viaggio di andata è a dir poco GELIDO… passo dal Monginevro perchè così non pago il traforo del Frejus e perchè in definitiva è la strada più corta ma la temperatura è solo di un paio di gradi sopra lo zero e io devo attingere a tutto l’abbigliamento pesante che mi sono portato: sovra pantaloni, maglia termica, maglia di pile.

Scendo dal lato francese e arrivo al lago che il sole comincia a splendere e l’aria è meno tagliente, sono in ritardo sulla tabella di marcia ma sono anche mezzo congelato. Mi fermo a mangiare qualcosa, andare in bagno e farmi una bella birretta motivazionale.

Da qui in avanti la strada è più rapida, ho intenzione di fare comunque un po’ di autostrada e quindi procedo spedito verso la mia destinazione ammirando comunque i paesaggi che sono ancora verdeggianti e godendomi la temperatura che piano piano si alza.

Quando sono arrivato vicino all’uscita all’altezza di Manosque la temperatura è veramente alta. Ormai siamo oltre i 20 gradi e io devo togliere praticamente tutto di dosso perchè sto diventando una pozzanghera di sudore.

Esco dall’autostrada infilandomi nel parco, in autogrill ho fatto una sosta e cercato su internet un po’ di paesini da visitare perchè a differenza del solito questa volta non ho preparato veramente nulla a casa.

Il paesaggio è comunque invitante e le strade sono splendide.

Appena ti tuffi nel Luberon entri in un’altra dimensione

Sembra molto la nostra toscana e la temperatura è clamorosa, sembra decisamente estate e al primo paese il termometro segna 27 gradi!!!

Da quello che posso leggere la zona offre una serie di splendidi paesini arroccati sopra le colline che circonda la valle. A fondo valle ci sono i famosi campi di lavanda che oggi sono decisamente spogli perchè è passata la fase della raccolta.

I paesi però sono uno più bello dell’altro. Una menzione speciale va a Gordes dove si può ammirare il sentiero dell’Ocra. Il paese sorge su colline fatte di Ocra che viene usata per produrre tutto, dai mattoni delle case al vasellame, dando a tutto il tipico colore brunito

Il sentiero Ocra di Gourdes

Ci sono svariati turisti, moltissimi tedeschi e inglesi che probabilmente viaggiano in periodi dell’anno diversi dai nostri e che affollano letteralmente la zona.

I paesaggi sono eccezionali e anche i trasferimenti da un paesino all’altro offrono begli scorci e strade che, se non proprio perfette come asfalto, permettono di fare belle curve in souplesse e intanto ammirare il panorama, le case, i campi, le colline e gli odori.

Le strada tra la parte alta del parco e quella bassa

I paesini hanno tutti la tipica struttura del paese Provenzale con case di pietra, castelli e viottoli. Ovunque negozi che vendono souvenir di lavanda.

Nei souvenir ovviamente la lavanda la fa da padrone

Devo dire che anche i posti in cui si mangia offrono una bella scelta e posso affermare che ovunque mi sono fermato non ho mai mangiato male.

Arrivato verso le 4 del pomeriggio mi metto alla ricerca dell’albergo che si trova in una tenuta in mezzo ai campi, con piscine e stanze belle e caratteristiche. Non hanno in ristorante per cui mi devo poi rimettere in pista per la cena andando a visitare un altro paesino li vicino.

Scende la sera nei campi intorno a Oppede

La notte passa tranquilla e la mattina dopo mi alzo di buon’ora perchè oggi visito un altro pezzo e poi torno a casa.

La sveglia mi regala la vista del sole che sorge dai campi di lavanda e mi permette di fare bellissime foto.

La sveglia presto mi permette di vedere l’alba

Sulla strada del ritorno passo a visitare un paio di posti dove ci sono centri storici di rilievo e castelli. Ammetto di non essere entrato in neanche una visita guidata a pagamento perchè voglio spendere poco e perchè voglio godermi l’atmosfera del viaggio, perdermi in solitaria passeggiando tra i borghi.

Ogni paese ha scorci mozzafiato

Decido all’ultimo di allungare il viaggio di ritorno perchè mi sto divertendo troppo e non voglio che finisca subito, per cui allungo il tragitto di quei 200 km che fanno bene al fondo schiena e decido di uscire prima dall’autostrada per passare da Digne les Bains che però scopro non avere nulla di particolare.

I penitenti di pietra

La delusione passa subito perchè così facendo vedo le formazioni di roccia dette “i penitenti” e inoltre mi godo una tratto di strada da urlo che porta a Savines le Lac dopo una serie di curve in mezzo al bosco e sui fianchi delle montagne che veramente alla fine non ne puoi quasi più!

Verso sauvin le lac

Arrivato a Savines le Lac ricomincia il freddo, la stanchezza e inizia a fare buio.

Cerco di arrivare a casa con le forze che mi restano perchè il culo fa davvero male e dal monginevro fino a casa fa brutto e veramente veramente freddo.

questa strada percorre tutto il perimetro del lago

Arrivo a casa in serata, distrutto ma immensamente felice di quello che ho visto, delle strade, dei profumi.

Ancora una volta ho avuto la conferma che viaggiare in moto fa accadere le magie, magie che non succedono in nessun altro tipo di viaggio meccanizzato. Soste fatte a caso rivelano panorami magnifici

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