Luoghi da visitare,  Paesaggi da vedere,  Strade da percorrere,  una settimana

Loira, Bretagna, Normandia

Una settimana di tempo, voglia di viaggiare, crepes, sidro, albe e tramonti

Il video racconto

Dopo un lungo periodo di stop dovuto al Covid19 la voglia di partire è tanta, i giorni di ferie pochi e i soldi ancora meno… dove andare?

Abbiamo valutato diverse mete ma poi abbiamo escluso quelle dove la situazione influenzale era critica o dove le regole per entrare e uscire erano ancora dubbie.

Come sempre la nostra scelta è quindi ricaduta sulla Francia ed essendo un grande amante dei mari del nord abbiamo puntato la Bretagna.

La zona intorno a Saint Malo l’abbiamo già vista e vorremmo quindi concentrarci sulla parte più a ovest. Arrivare in quella zona, anche partendo da Torino, vuol comunque dire 1000km di trasferimento autostradale. Trasferimento che vorrei decisamente evitare anche per evitare alla passeggera un viaggio veramente faticoso.

Per questo motivo stabilisco di fare una tappa intermedia intorno agli 800km che ci permetta di poter visitare qualcosa già al secondo giorno e dopo un piccolo “concilio di guerra” decidiamo per Tours e la valle della Loira.

Partiamo alle 6 di mattina, viaggiamo piuttosto rapidamente anche se mi tengo ampiamente a velocità codice. Il traffico è poco e purtroppo la temperatura è bassa anche se siamo a fine luglio.

Raggiungiamo rapidamente il Frejus, paghiamo il biglietto settimanale(38 euro) e scendiamo in Francia: la vacanza ora è ufficilamente cominciata!

La strada è ovviamente super noiosa, procediamo senza intoppi fino ad arrivare nella Loira.

A questo punto la passeggera che non ha patito minimamente nè il viaggio nè il freddo e non teme le nuvole all’orizzonte decide che potremmo, prima di andare in albergo, fare una deviazione per raggiungere un castello. Questi sono i momenti in cui sei veramente orgoglioso di aver trasmesso a qualcuno che non amava particolarmente la moto, il gusto per il viaggio.

Per questo motivo anche se sono piuttosto stanco decido che è una ottima idea e ci andiamo.

Il primo castello è quindi quello di Chenonceaux, uno dei classici di questa zona con la sua struttura costruita su arcate sul fiume. Intorno un bel parco e vicino dei giardini all’italiana. La visita costa 15 euro a testa, il castello ha il suo fascino e anche se siamo stanchi e sudati ci fa piacere aggirarci tra le sue molte stanze e i diversi piani. Oltre alla struttura molto evocativa, al suo interno ci sono arredi d’epoca, un bellissimo corridoio sul fiume e una bella statua. Se non ci siete mai stati andateci e se ne avete la possibilità fate pranzo nel parco.

la vista esterna del castello di Chenonceaux

Ripartiamo e raggiungiamo la citta di Tours in cui abbiamo il nostro primo albergo. In questo viaggio noi abbiamo scelto alberghi in posti poco turistici per cercare di risparmiare il più possibile e posso dire che in media le matrimoniali (in alcuni casi con colazione compresa) sono costati sui 60/70 euro a notte.

cena frugale a Tours e primo sidro

Tours ha un centro carino, non vale la pena di farci una tappa in un viaggio, ma se ci finite come noi per dormirci vi permetterà comunque di fare una bella passeggiata e mangiare qualcosa nella zona pedonale.

Il secondo giorno vede il tempo cominciare sul bello e chiudere sul bruttino, vogliamo vedere un castello, scorazzare lungo la Loira, raggiungere e vedere finalmente il mare, visitare la penisola di Quiberon e vedere gli allineamenti di pietra della zone di Carnac.

Il programma è ambizioso e i kilometri tanti ma ci proveremo lo stesso, dobbiamo far fruttare al massimo la nostra settimana.

Il primo tratto di strada, fuori dall’autostrada, ci porta in mezzo ai boschi, su strade rettilinee e fresche e come sempre profumi, luci e suoni di un nuovo viaggio ci travolgono e ci fanno immergere nella “mentalità” da viaggio.

Il castello che decidiamo di visitare è il castello di Chinon. La struttura è meno iconica ma la posizione è clamorosa. Dal castello si gode una vista impareggiabile della Loira e la visita permette di usare un tablet in cui vedere molti contenuti veramente interessanti ed è quindi consigliatissimo.

dal castello la vista della valle è impareggiabile

Dopo la visita al castello partiamo per raggiungere la costa ma decidiamo di farlo viaggiando lungo la statale che affianca il lato nord della Loira. Anche questa strada è molto consigliata, si percorrono molti paesini pittoreschi e si gode della vista del fiume.

Dopo aver pranzato lungo il fiume decidiamo di recuperare un po’ di autostrada per non metterci troppo tempo e raggiungere il mare.

Prima tappa la baia dell’isola di Corn Bihan dove c’è un pezzetto di sentiero lungo mare e dove ci godiamo lo spettacolo della prima bassa marea del viaggio.

bassa marea di fronte a corn bihan

Superiamo la baia e ci dirigiamo verso Quiberon che è una lunga penisola con un lato di belle e profonde spiagge sabbiose, luogo in cui consigliamo sicuramente di fare una mezza giornata se trovate bel tempo. Noi ci fermiamo a riposarci un po’ godendoci, seppur per poco, vento, sole e mare.

Una delle spiagge della penisola di Quiberon

Decidiamo di ripartire per raggiungere l’albergo a Ploguemort e abbiamo deciso di lasciare perdere gli allineamenti di pietra quando di sorpresa ci imbattiamo in uno di questi siti stupefacenti.

I siti più grandi sono a Carnac ma in questa zona, qui e là, si sono conservati terreni su cui sorvono questi misteriosi menhir allineati tra loro dagli abitanti della zona in periodo neolitico: imperdibili.

Allineamenti di pietra

La sera ci attende il nostro albergo dove purtroppo il ristorante è chiuso, per cui ci tocca di riprendere immediatamente la moto per cercare un posto aperto per la cena. Il nostro istinto ci porta verso il mare a sud di Ploguemort dove troviamo diversi locali aperti e riusciamo a mangiare un tipico piatto della zona…. pizza per due!

Il porto turistico a sud di Ploguemort

Al nostro risveglio il tempo è peggiorato decisamente e dobbiamo decidere cosa fare, idealmente vorremmo andare prima e Concarneau e poi a Pointe du Raz che è una famosa scogliera con faro molto pittoresca. Purtroppo tra andare e tornare sono 160km e con questo tempo temiamo sia un viaggio a vuoto. Per questo motivo decidiamo di sostituirla con un posto ugualmente famoso ma più sulla strada: la cittadina di Locronan.

Prima tappa quindi Concarneau, una cittadina al cui interno c’è la “ville close”, una parte di cittadina su un isolotto sul mare vicino al porto. Edifici storici, mura fortificate e ovviamente molti negozi di souvenir e turisti in giro. Il tempo fa abbastanza schifo e una passeggiata in centro ci fa solo piacere.

L’ingresso alla ville close di Concarneau

Usciamo dalla città e pioviggina, la prossima tappa a Locronan è stata sicuramente una buona idea. Ci mettiamo le antipioggia e partiamo alla volta di quello che viene definito una dei villaggi meglio conservati di Francia. Le case sono tutte storiche, l’urbanistica, la chiesta, il cimitero sono tutti completamente originali. Gli stessi fili di luce e telefono sono stati interrati per non rovinare lo scenario. C’è molta gente ma vale una visita.

L’ingresso della cittadina di Locronan

Dopo il pranzo a Locronan fatto con una bella baguette mangiata su una panchina ci rimettiamo in moto, il nostro albergo è lontanuccio, sulla costa nord a Sibiril. In compenso dovrebbe essere sul mare. Per arrivarci allunghiamo fino a Maurat, una cittadina sul mare, perchè la passeggera vuole mettere i piedi in acqua (visto che ci saranno 14 gradi massimo).

La marea è bassa e la spiaggia è enorme, il mare lontanissimo. Si rivela una bella passeggiata sulla sabbia con caccia alle conchiglie e foto annesse.

Cerchiamo di raggiungere il mare a Maurat

Nel riprendere la strada a Maurat ci accorgiamo che la luce dello stop si è bruciata… molto fastidioso. Decidiamo di ripararlo solo se sulla nostra strada si presenta un negozio di ricambi altrimenti non perderemo tempo prezioso. Nonostante tutto sarà l’unico inconveniente che avrà la moto (che ha comunque 12 anni).

L’albergo a Sibiril è sul mare, il paese non ha nulla di speciale se non il porticciolo turistico molto pittoresco. Mangiamo e andiamo a nanna perchè siamo stanchini. La mattina dopo ci svegliamo presto per via della luce che arriva dalle finestre e scegliamo di scendere in spiaggia. C’è un momento di bel tempo tra le nuvole odierne e ci godiamo un’alba spettacolare che ci fa veramente rimpiangere di non avere una casa in questo posto.

La giornata di oggi si rivelerà la peggiore di tutto il viaggio: il tempo è peggiorato, piove, fa freddo, attraversiamo una zona che avevamo già visto, i km oggi sono parecchi.

Decidiamo di fare una deviazione per Pointreux ma il paesino ha come unica attrazione le gite in barca sul fiume che con questo tempo sono così così. Ripartiamo e cerchiamo di fare strada con un po’ di autostrada per poi ributtarci sul lungo mare.

Le gite sul fiume sono l’attrazione di Pointreux

Raggiungiamo il mare nel primo pomeriggio a St.Martin des Ondes, un simpatico e caratteristico paesino molto pittoresco con affaccio sul mare. Il tempo è finalmente migliorato e possiamo abbandonare le antipioggia. Non abbiamo nemmeno pranzato ancora e nonostante il paese sia turistico nessuno pare avere la cucina ancora aperta.

Saint Martin des Ondes

Un po’ affamati ci rimettiamo in viaggio, superiamo la zona di Saint Malo e viriamo di nuovo verso il mare per percorrere la “Route de la baie”, la strada che corre lungo la baia di Mont Saint Michel. Abbiamo occasione di fare qualche foto da lontano e finalmente di trovare un posto lungo mare che ci fa la grazia di darci da mangiare.

pranzo sulla Route de la Baie

Dopo esserci rifocillati alle 4 del pomeriggio ripartiamo in direzione albergo a Coutances. Mont Saint Michel segna l’ingresso in Normandia, il paesaggio si fa meno rurale e arriviamo in una zona dove il turismo dello Sbarco la fa da padrone.

Coutances è un’altra cittadina senza infamia e senza lode. Il centro è vuoto, molti locali sono chiusi. La città non ha una vera vocazione turistica. Passeggiamo per il centro, mangiamo piatti pesantucci a base di salsicce e formaggi (mangiare senza formaggio in queste zone è quasi impossibile) e andiamo a dormire.

Il giorno successivo è dedicato alla seconda guerra mondiale: prima tappa a Saint Mere Eglise, famosa per un episodio dello sbarco legato a un paracadutista che rimase impigliato nel campanile della chiesa e dove si trova un bel museo della brigata aviotrasportata in cui compro uno splendido cappellino.

La famosa chiesa

Successivamente andiamo verso le spiegge dello sbarco e in particolare a Colleville sur mer in cui c’è la famosa Omaha Beach in cui vedere alcuni bunker, stele commemorative e il famoso cimitero americano, la cui vastità di croci da’ la misura dello sforzo in termini di vite umane pagato per conquistare queste spiagge.

il cimitero americano

Il nostro viaggio prosegue lungo le stradine che corrono sul lungo mare per respirare l’atmosfera del posto e anche per godere del clima che è diventato ottimo. Il nostro percorso prevede di passare per il ponte di Normandia (gratuito per le moto) e poi di raggiungere la famosa cittadina di Etretat.

Etretat ha la caratteristica di essere costruita su una insenatura naturale tra due grandi e scenografiche falesie. Si tratta di una piccolissima cittadina molto turistica e veramente bellina. Festeggiamo con una bella cena a base di ostriche dopo una serie di giorni votati al risparmio. La Normandia è un po’ la capitale dell’ostrica.

Grazie allo splendido clima ci godiamo un meraviglioso tramonto sul mare per il quale vale la pena di soggiornare qui.

La mattina seguente purtroppo dobbiamo cominciare a tornare, il viaggio di rientro è stato diviso in due perchè prevedevo che saremmo stati stanchi, per cui a metà strada, dopo quasi 500km ci aspetta un albergo in un paesino della Borgogna chiamato Avallon nel parco delle Maurienne.

Il paese ha un piccolissimo centro molto carino costituito pratcamente da due sole vie, con una porta medioevale, una chiesa e un campanile dell’epoca. Ceniamo con quasi 40 gradi rispetto ai 14 della Normandia ritrovandoci nuovamente a nuotare in un mare di formaggio.

il centro di Avallon

Il giorno dopo ci alziamo prestino per partire col fresco, il meteo prevede di nuovo 40 gradi e noi ormai abbiamo voglia di rientrare. Oggi saranno altri 500km circa.

Nonostante tutto ci fermiamo per il pranzo a Chambery, città in cui non eravamo mai stati e che si rivela molto carina, con un bel centro e molti locali, anche se caldissima.

Mangiamo pranzo in un bel localino con tavolini in un vicoletto dove addirittura ad una certa ora vengono spostati i tavolini per lasciar passare il classico trenino per turisti che sfila a pochi centimetri dai nostri gomiti: un simpatico siparietto.

Finito pranzo si riparte, casa ci aspetta, si sale in montagna col caldo che molla un po’, facciamo il Frejus e risbuchiamo in Italia a pochi kilometri da casa. Anche questa avventura purtroppo è finita.

Abbiamo avuto freddo, abbiamo avuto caldo, abbiamo visto posti splendidi e ci siamo guardati attorno in posti dimenticabili. Abbiamo goduto di albe e tramonti, abbiamo riso nei caschi e detto l’uno all’altro “guarda lì!”. Abbiamo anche litigato e qualche volta ci siamo chiesti se ne valesse la pena. Alla fine del viaggio ti rendi conto che in fin dei conti hai vissuto, sono stati 7 giorni in sella che ne valgono almeno 20 in macchina.

Il video diario

Alla prossima avventura!

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