Il team

I COMPONENTI DEL TEAM

 

“E io credo che guidare una moto sia una religione buona come qualunque altra, e probabilmente migliore della maggior parte.”

Ralph “Sonny” Barger

 

Il team che scrive su queste pagine e che percorre i Km che portano ai luoghi descritti è composto da due persone: Emiliano (Uno) e Agnese (Due). Condividiamo la passione per i viaggi, per le emozioni forti e per l’indipendenza, in una parola sola: libertà. Che nel nostro personalissimo dizionario si traduce con “motocicletta”.

Emiliano e Agnese

Maglietta da viaggio in bella mostra di fronte alla Certosa di Pavia

In questo piccolo sito, frutto del sudore della nostra fronte, abbiamo deciso di condividere queste esperienze di viaggio, lunghi o brevi che siano. Non si tratta di mete esotiche o stravaganti, ma semplicemente di tutti quei viaggi che per noi hanno significato lasciarci alle spalle i problemi di ogni giorno.

Non so se avete presente quei giorni in cui ti alzi la mattina e vorresti andare lontano da tutto, in quei giorni prendiamo la nostra moto e partiamo.

La sensazione di indipendenza e di libertà totale che ci da’ il viaggiare in moto, quella è l’esperienza che vorremmo trasmettere da queste pagine; magari con la speranza che possano essere vagamente utili a tutti quelli che sono come noi e che, quindi, sanno bene di cosa stiamo parlando.


Uno

Sono nato nel lontano ’75, non sono particolarmente alto, per cui la scelta della moto è sempre stata vincolata ad una questione di maneggevolezza e altezza da terra. Sono diventato un motociclista a 16 anni, quando andavo in giro con uno scassatissimo Beta Squirrel 50. Viaggiare da solo alla ricca velocità di 70-80 Kmh guardando la mia ombra proiettarsi al mio fianco mi ha fatto capire che da grande avrei sempre voluto guidare una motocicletta e andare lontano.

Ora che mi posso permettere mezzi di locomozione meno scassati ho finalmente realizzato questo sogno. Ho comprato prima una Kawasaki ER5, economica, onesta e affidabile oltre che maneggevolissima. E’ stata la mia prima vera moto ed è stata anche quella dei primi incidenti. Poi, esauriti gli intoppi dovuti all’inesperienza, sono passato ad una Ducati Monster 696. Decisamente migliore come divertimento, ancora più maneggevole e leggera con la quale ho deciso che la moto sarebbe stato il mio primo mezzo di locomozione. L’auto è stata via via sempre più relegata al trasporto dei carichi o come mezzo per i mesi da dicembre a marzo. Usando il monster per qualsiasi spostamento ho cominciato a scoprirne i limiti legati all’assoluta scomodità nei lunghi tragitti, con l’impossibilità di caricare bagagli e lo sforzo al quale erano sottoposti i polsi; per non parlare della faticaccia di portare con me la mia zavorrina.

Alla fine la decisione: Capo Nord come meta e vacanze in moto in due. Era necessario un cambio di mezzo. Le mie idee in fatto di moto erano decisamente più chiare: capacità di carico, affidabilità totale, comodità sulle lunghe percorrenze senza rinunciare alla linea in stile naked che mi era sempre piaciuta sulle moto e della quale mi ero innamorato con la mitica NSR125 prima e il vecchio monster poi. La nostra moto ora è una eccellente BMW R1200R.


Due

Harley-Davidson Electra Glide color caffelatte la mia prima esperienza da zavorrina…avevo 5 anni ed andare in moto mi piaceva da matti.

Il casco era quello grande e ciondolante di mia mamma, i piedini li appoggiavo sulle maniglie per le mani e sprofondavo nello schienale enorme. Alla guida mio padre. Il giro era quello del cortile della casa in campagna dei nonni e la velocità infima. Ma per me era spettacolare. L’aria in faccia, il rumore…la sensazione era un po’ quella di volare. Ricordo che quando mio padre accennava a fermarsi gli chiedevo di continuare ancora e ancora.

Da allora è cambiato poco o nulla, durante tutti i giri successivi (ad un certo punto con un casco mio e i piedi che arrivavano alle pedane) chiedevo sempre il giro più lungo, quello con più curve e dove si incontravano più motociclisti.

Crescendo ho iniziato a volere una moto tutta per me…ho fatto qualche esperienza di guida su scooter (ebbene si, con mio grande rammarico devo ammettere di aver guidato anche dei motorini Embarassed) di amici e parenti, ma mai niente di mio e mai a lungo.
Anche i genitori che in moto ci vanno sono restii a comprare la moto ai figli soprattutto se femmine.

La prima moto mia l’ho avuta nel 2007 Beta RR 125 4T piccola, leggera, maneggevole, rossa e lentissima Smile
Guidata poco, sempre su fuoristrada, con non troppa soddisfazione e pochissimi risultati. Da lì la conclusione: sono nata zavorrina, che cosa ci vuoi far? Wink

I primi viaggi li abbiamo fatti con il Monster 696…schiena a pezzi, ginocchia indolenzite…in sostanza ad un certo punto VUOI scendere, anzi DEVI.
Poi la svolta…la moto perfetta!
I viaggi sono diventati piacevolissimi e te li godi tutti, ogni curva, ogni frenata e ogni giro della manopola del gas ora si che continueresti a viaggiare ancora e ancora e ancora. Wink